La risorsa contro populismi e intolleranze? Gli expat, le loro visioni e le loro idee

Soffiano venti anti-europei in tutta l’Unione, ma un’avanguardia di “lavoratori mobili”, italiani e non solo, farà progredire il progetto Europeo
di Silvia Favasuli da Linkiesta

19/12/2016 in News

Se fosse un ‘opera d’arte, sarebbe La città che sale di Umberto Boccioni. O uno di quegli Intonarumori, gli strumenti musicali prodotti dai futuristi per emettere ululati, rombi, sibili e ronzii. Perché la circolazione di italiani e non solo attraverso il continente sta sollevando domande, richieste e necessità nuove e rumorose. Sono bisogni che chiedono una risposta tanto scontata quanto difficile da realizzare: serve più Europa, occorre un’Unione più coesa nel diritto e nelle regole che la strutturano. Ed è a Bruxelles, all’ombra del Parlamento Europeo, che si elaborano risposte innovative e visioni originali per realizzarla.

Riconoscimento delle qualifiche professionali, sistemi contributivi unificati e omogenizzazione del diritto del lavoro sono i temi più pressanti. Basta unire in una sala di Bruxelles un gruppo di giovani espatriati italiani, attivisti ed esperti di tematiche europee, che questi temi emergono netti e veloci. Così accade ad esempio a MeeTalents, l’evento annuale organizzato dall’associazione iTalents che dopo Milano, Perugia e Bologna, si è tenuto quest’anno nella capitale belga.

Nata per promuovere il tema dell’“Italia diffusa”, categoria nuova per interpretare un fenomeno sempre più complesso, iTalents vuole abbandonare la retorica semplicistica della “fuga dei talenti” per produrre invece analisi più sofisticate e costruttive. «Crediamo nella circolazione dei talenti, anziché nella fuga. Chi parte non va dato per perso», afferma in apertura di serata la neo presidente dell’associazione, Eleonora Voltolina, 38 anni, direttrice della testata online Repubblica degli Stagisti.

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