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Il rientro? Un bel trauma: la storia di Chiara Ticchi

22/06/2016 in

11824934_10153120751383937_6940885808714362700_nChiara Barcellona l’ha amata da subito, da quando ci è andata in Erasmus tra il 2003-2004. “Era un ottimo momento per la Spagna, si respirava un clima di ottimismo e le offerte di lavoro piovevano dal cielo. A parte essermi innamorata della città, molto viva, divertente e giovane, mi resi conto che sarebbe stato molto più facile intraprendere una carriera lì che in Italia. Oltretutto in Spagna tutte le offerte di lavoro vengono pubblicate su internet, e le aziende valutano le candidature. In Italia vige la regola del “networking”…trovi lavoro se conosci qualcuno…quello spagnolo mi sembrava un approccio decisamente più democratico”.
E così, dopo l’anno di studio e la laurea, Chiara si trasferisce: “Sono stata 10 anni. All’inizio ho lavorato in una piccola agenzia di eventi e marketing promozionale, dove sono rimasta un anno. Poi sono stata chiamata da un head hunter che mi ha offerto una posizione come “international country coordinator” presso la divisione digital di GreyTrace (agenzia americana con uffici in tutto il mondo, ovviamente Barcellona inclusa). Il mio compito era di coordinare le campagne digital ideate dagli HQ di SEAT in tutto il mondo, al fine di farle implementare in modo coerente e consistente. Direi che devo ringraziare mia mamma (che mi ha fatto studiare bene le lingue) se sono riuscita a trovare questo lavoro…”. Anche qui rimane un anno, sostenendo ritmi spaventosi e facendosi una bella gavetta. Poi viene chiamata da Roca Sanitario, leader mondiale nel settore dell’arredo bagno, con HQ a Barcellona, e inizia a lavorare nel team dedicato alle Fiere ed Eventi. “Sono rimasta in azienda per 7 anni e sono cresciuta fino a diventare responsabile Fiere, Eventi e Showroom a livello mondiale”.
E allora perché tornare? “Dopo aver passato 10 anni via dall’Italia, sentivo che dovevo dare un’altra opportunità al mio Paese, che ho comunque non sono riuscita ad amare per tanto tempo. La mia famiglia è sempre rimasta a Piacenza, gli anni passano e avevo il desiderio di ritornare vicino alle mie “radici”.” Ma non è solo questo: caso raro, ma che esiste, Chiara riceve un’offerta di lavoro molto interessante “che costituiva un passo avanti nella mia carriera e, da un certo punto di vista, mi garantiva anche una vita leggermente più tranquilla, visto che negli ultimi anni a Barcellona non facevo altro che viaggiare in continuazione. Avevo bisogno di fermarmi un attimo a riflettere, per indirizzare la mia vita in modo diverso. Forse da qui il bisogno anche di ritornare a casa”.
E così Chiara torna: il lavoro c’è, le radici pure, ma non è facile. “Il rientro è stato un trauma, dal quale inizio a riprendermi solo ora. Sono scelte molto difficili, e so che non riuscirò a riconoscermi mai più al 100% nella cultura del mio Paese di origine…”. E così l’idea rimane… ripartire un giorno? Forse la risposta più quotata, per Chiara, resta il sì.
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