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Questa Londra, che mi assomiglia: la storia di Michela Palese

11/05/2016 in

IMG_1459_-_Version_2Londra era la sua terra. Lo ha sempre saputo Michela, mamma irlandese papà italiano e quindi bilingue di nascita. Sentiva che era là dove doveva andare e così ha fatto 7 anni fa. A Firenze, da dove è partita, vedeva poche opportunità. “Questo è quello che percepivo allora. Adesso vedo che ci sono dei cambiamenti in atto, le imprese sociali nascono anche in Italia. Oggi la vedo come patria della cultura in movimento, anche se lento “.

La scelta di venire a studiare e vivere a Londra per lei è stata la realizzazione di un desiderio che c’era da sempre, non avendo alcuna barriera linguistica o culturale: da quando si trasferisce, nel settembre 2010, inizia sia a studiare che lavorare

Qui è normale. Lo studio deve essere portato a termine nel tempo stabilito, se no rischi di trovarti a dover ripetere anni interi e a spendere molti soldi. Anche lavorare nel frattempo e fare esperienza è normale. Qui nel Regno Unito ti allenano fin da piccolo a far tutto nel tempo stabilito. Può essere stressante, ma c’è molto sostegno”.

Laureata in Studi Sociali e Politici Europei allo University College London, si è poi iscritta al Master’s in Scienze Politiche, che sta quasi terminando.

E’ inoltre Office Manager ed Executive Assistant  del direttore di Positive News, testata legata alla psicologia positiva e  al giornalismo costruttivo che ha ottenuto lo scorso anno un importante finanziamento e che pubblica, oltre al sito web, un magazine trimestrale che “sta andando molto bene, stiamo piano piano aumentando il numero degli iscritti come members, che all’incirca sono 4000 oltre ai 1526 che hanno investito l’anno scorso, e la rivista è in vendita in edicole/librerie indipendenti e specializzate in riviste di alta qualità non solo a Londra ma in tutto il Regno Unito. Il punto è che siamo una pubblicazione che, grazie alla share offer dell’anno scorso che ci ha reso una cooperativa, siamo riusciti a trasformarci da un giornale ‘usa e getta’ in una rivista di alta qualità, quasi da collezione”.  

Londra però non è solo un’opportunità di carriera: per Michela è stata una culla anche per la sua personalità. “La città si sposa meglio con me e con il mio carattere più riservato e meno estroverso. Ho sempre avuto una personalità molto affine a quella britannica, e quindi arrivata qui mi sono sentita a casa.  Inoltre in Italia mancano due cose fondamentali: la meritocrazia e l’investire. Non è che non ci siano opportunità, ma in pochi sono disposti a offrirle. Allo stesso tempo c’è chi fa molto, e bene, ma questa cosa non gli viene riconosciuta. Non si parla delle cose positive che ci sono in Italia, nemmeno a livello mediatico. Vedo gli italiani che passano da Londra: hanno grandi idee, geniali, e qui riescono a realizzarle. L’essere italiani è un plus, ma sembra che lo sia solo all’estero. Ed è per questo che i talenti scappano dalla loro terra: non li valorizza come dovrebbe”.  

Il suo futuro, Michela, lo vede a Londra “magari realizzando il mio sogno di lavorare per il governo o il parlamento dell’UE. Poi non escludo di tornare in Italia: mi mancano molte cose. Quando torno per qualche settimana vedo quello che non funziona, ma quando ne sono lontana mi manca”.

 

 

 

 

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