Torna in Italia e crea laboratorio di neuroftalmologia: la storia di Pietro Vico

01/05/2015 in

Laureato  in Medicina e  Chirurgia presso  l’Università degli  Studi  di  Bari nel 2004 e specializzato in Oftalmologia  presso lo stesso  Ateneo  nel 2008, Pietro Paolo Vico è uno di quegli italiani che ha deciso di partire per gli Usa e poi rientrare e creare qualcosa nel suo paese. La scelta di tornare è stata quasi dovuta, visto che, come ci racconta, “Se  fosse  stato  più semplice restare  negli USA  ci  sarei restato, purtroppo  nella  condizione familiare  in cui mi  trovo  non ho  potuto  scegliere e  sono stato  costretto a  rientrare”. Forzatura o meno Pietro Paolo ha in ogni caso ha saputo metterla a frutto.

foto Pietro VicoFacciamo un passo indietro: nel 2010 e nel 2011 frequenta e  consegue il  Master Universitario in Glaucoma presso  l’Università degli  Studi  di  Pisa e  quello  in Oftalmologia  Pediatrica presso  l’Università Cattolica del  Sacro Cuore, Policlinico “A. Gemelli” di  Roma. Nel frattempo  lavora presso  l’Istituto  Clinico Humanitas  dove  riveste il ruolo di  Responsabile dell’ambulatorio Glaucoma. “Proprio occupandomi di glaucoma – ci racconta – refertando i campi  visivi  e  avendo  già la passione  per  le  Neuroscienze  applicate alla  visione è nata l’idea  di  sviluppare un ambulatorio  di  Neuro-Oftalmologia, sub specializzazione  dell’Oculistica che  già  esiste nei  paesi  anglosassoni ma non in Italia, dove sono pochissimi  gli  oculisti  che  vi  si  dedicano”.

Così, con il desiderio di  imparare  a  gestire i  pazienti  con problemi neurologici e  oftalmologici, Pietro Paolo decide di partecipare al bando professionalità Ivano Becchi, promosso dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia, lo vince e grazie al finanziamento ricevuto parte per Los Angeles, dove studia e lavora in uno dei  migliori  centri al  Mondo  per  la  materia, il  Doheney  Eye  Center. “La  scelta  di  andare  all’estero  è derivata dal fatto che la neuroftalmologia ha  raggiunto  livelli avanzati  nei  paesi angolosassoni ed è  poco diffusa in Italia, anche perchè  poco remunerativa“.

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Un’esperienza che gli ha fatto capire quanto ancora in Italia c’era da fare in quel campo e che lo ha spinto sempre di più alla realizzazione del suo progetto: oggi, infatti, Pietro Paolo ha dato vita ad un laboratorio specializzato. “Ho approfondito  lo studio delle  malattie  del nervo  ottico, cosa  che  nel  mio  ospedale non interessava agli altri colleghi e  ho  iniziato  qui  in Italia un ambulatorio  che  raccoglie  casi  di malattie  del  nervo  ottico, anche  collaborando  con i reparti di  neurologia e  neurochirurgia del  mio  ospedale“.

Pietro Paolo ci confida che non è tutto facile: “Purtroppo  nella mia  esperienza l’Italia  mortifica i talenti anche se io, piùà che un talento, mi ritengo  tale  ma  solo  una  persona  con forte  voglia di imparare”. “Quando rientri  in Italia e fai  il  confronto  con la  realtà  americana, la  situazione è davvero  frustrante – continua, specificando però che – “Negli Stati Uniti  non sono più  bravi, sono  solo più  organizzati,  hanno  più risorse e la  meritocrazia è più  diffusa“.

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Quindi sono questi gli aspetti sui quali il Bel Paese deve lavorare e credere, come ha fatto Pietro Paolo, che qualcosa (anzi molto) si posso ancora costruire.

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