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da Alessia

Ti si legge in faccia: i giovani e la crisi del lavoro in un film

03/12/2014 in News

 Ti si Legge in facciaMilano. Giorni nostri. La nota compagnia “Assicurazioni V”, decide di sperimentare un nuovo sistema pubblicitario. Trova un disoccupato, Francesco, al quale fa una proposta: 30.000 euro per farsi tatuare sulla propria fronte il logo della società di assicurazione e diffonderlo. Francesco ha solo un giorno per decidere… vendere la propria dignità in cambio di una cifra così alta o continuare la propria dignitosa vita tra le mille difficoltà economiche sempre più incalzanti?

Questa, in sintesi, la trama di “Ti si legge in faccia“, un film prodotto da CF-film con un cast di under 30 che si è costituito in associazione e ha messo di tasca propria i fondi per la realizzazione del film. Realizzato in poche settimane tra la provincia siciliana, Milano e Arcore, il film fa riflettere sull’attuale situazione dei giovani italiani, spesso costretti a vendere anche la propria dignità per far fronte alla crisi imperante, alla disoccupazione, al non prospettiva di futuro. La regia è dell’esordiente Andrea Castoldi, mentre il protagonista ha il volto di Mauro Lamantia.

Un film che fotografa, in modo drammaticamente ironico, la realtà attuale e conferma gli ultimi dati Istat in tema di disoccupazione giovanile. La percentuale, infatti, continua a salire: 43,3% (+0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente). I disoccupati tra i 15 e i 24 anni sono 708 mila e se tale valore si mette in rapporto con l’intera popolazione dei 15-24enni l’incidenza dei senza lavoro risulta pari all’11,9% (+0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e +0,7 punti su base annua). Come ricorda il Presidente di ITalents Alessandro Rosina, “questo è solo uno dei vari dati sul difficile rapporto tra nuove generazioni e mercato del lavoro, a cui va aggiunto quello che succede nella fascia 25-34 e la scarsa qualità del lavoro (bassa remunerazione, sottocupazione, ecc.) di chi ce l’ha“.

Youth2Work, nasce la piattaforma formativa per i Neet europei

15/10/2014 in News

NeetSi chiamano Neet, acronimo che sta per “Not being in Employment, Education or Training”,  cioè giovani che non lavorano, non studiano e non sono coinvolti in alcun tirocinio. La loro  una condizione di stasi assoluta e visto il periodo economico attuale, una svolta da questa immobile condizione diventa complessa. In base ai dati del rapporto dell’Istat “Noi Italia 2014”: in Italia i Neet sono oltre due milioni, pari a circa il 24% dei giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni, percentuale che supera di gran  lungo la media europea e che riguarda soprattutto donne e abitanti del Sud Italia.  Per cercare di venire incontro a questa situazione, dando strumenti per modificarla, è nata la piattaforma digitale Youth2Work.

Youth2Work, è finanziata dalla Commissione Europea nell’ambito del Lifelong Learning Programme, e il suo scopo è quello di fornire competenze e conoscenze ai giovani disoccupati, attraverso corsi in e-learning e in sei differenti lingue. Non solo a livello pratico, ma anche per formazione personale: infatti tra i temi trattati ci saranno la gestione del tempo, il problem solving e l’approccio all’imprenditorialità. Per accedere ai corsi online della piattaforma basta registrarsi gratuitamente su sito.

Come riportato dall’articolo dedicato su “La Repubblica degli Stagisti“, il punto di forza del progetto sono i Career Circles (circoli di carriera), che “consente a questi giovani di confrontarsi con i coetanei, stimolando lo scambio di idee ed esperienze”. Un altro aspetto positivo è dato dalla “presenza di questionari di autovalutazione permette ai ragazzi di scoprire le proprie potenzialità personali, permettendo loro di comprendere meglio le proprie capacità e orientarsi più facilmente nella ricerca di un lavoro”. Nell’articolo sono anche riportate le testimonianze di alcuni Neet che hanno aderito al programma.

Crisi e talenti che se ne vanno all’estero. Italents a “Fuori Tg” Rai3

18/06/2013 in News

Effetto della crisi. Storie di giovani talenti che se ne vanno all’estero per trovare migliori opportunità di lavoro. Una soluzione vincente? E a quali condizioni sarebbero disposti a tornare?

Alessandro Rosina, intervenendo alla puntata del programma “Fuori Tg” dell’11 giugno 2013, parla della fuoriuscita di talenti e delle politiche di “riattrazione” citando i risultati dell’indagine di ITalens – Comune di Milano.

Rosina "Fuori Tg3" (11 giugno 2013)

L’intervento di Alessandro Rosina
nella trasmissione “Fuori Tg” Rai 3

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