Stai visitando l'archivio per talenti Archives - ITalents.

Italents entra a fare parte della rete sharing economy di Milano

04/05/2015 in News

Italents entra a far parte della rete di attori locali interessati a collaborare con il Comune di Milano per promuovere iniziative nell’ambito della sharing economy.

Il ruolo della nostra Associazione sarà quello di Istituzione di Ricerca con competenze legate allo studio e alla diffusione dei dati sulle caratteristiche, le condizioni, le opinioni e le aspettative degli giovani italiani che vivono all’estero.

Leggi anche: Sharing economy, Milano a caccia di idee

Più precisamente, l’attività promossa da Italents potrà:

  • promuovere il talento e valorizzare il capitale umano nell’area di Milano, in Italia e nel mondo;
  • favorire il contatto e la collaborazione tra i talenti (milanesi o formati a Milano), ovunque essi si trovino nel mondo;
  • contribuire con iniziative e proposte concrete a promuovere l’attrattività del territorio milanese e lombardo, nonché di sistema Paese e a promuovere la circolazione dei talenti.

Leggi anche: Sharing economy, condivisione e collaborazione contro la crisi

sharing_economy_2013Oltre ad impegnarci ancora di più per valorizzare le iniziative del Comune stesso sulle materie di nostra competenza, l’inserimento nella rete permetterà a Italents di dare maggiore visibilità alle proprie iniziative, e quindi anche alle vostre storie. Per maggior informazioni: www.milanosmartcity.org

 

Ricercatori all’estero, oltre il 70% non ha intenzione di tornare

08/01/2015 in News

Stanno bene dove stanno: studiano, fanno ricerca, lavorano all’estero e non hanno nessuna intenzione di tornare. A far emergere questo dato un recente studio coordinato da Benedetto Torrisi, ricercatore in statistica economica all’università di Catania, e riportato da La Repubblica degli Stagisti. La ricerca ha preso a campione quasi mille ricercatori espatriati con un’età compresa tra i 25 ed i 40 anni ed è emerso che il 73% sta fuori Italia felicemente e solo il 27% tornerebbe, a comunque determinate condizioni: continuare la propria carriera, stipendio più alto, migliore gestione delle risorse destinate alla ricerca e maggiori rapporti tra università e impresa.

ricercatori_italia_esteroLo studio ha preso in esame anche le motivazioni che stanno alla base della partenza e nel 95,7% dei casi è la ricerca di migliori opportunità occupazionali a fare da padrone, seguita dal prestigio dell’istituzione ospitante e dall’innovazione delle tematiche di ricerca, e da motivi economici.

C’è però anche chi decide di restare e l’indagine ha evidenziato che più l’età avanza, più la tendenza a non lasciare il Bel Paese sia maggiore. Le motivazioni sono l’attaccamento alla famiglia in primis, il mantenimento dei rapporti sociali e dall’adattamento al sistema universitario nazionale. Il fatto più curioso, tra coloro che restano, è il fatto che , come scrive il quotidiano online, nonostante ci sia una considerazione quasi del tutto negativa delle proprie condizioni di lavoro, la propensione a emigrare resti bassa e l’ottimismo che qualcosa possa cambiare sembra non mancare.

Usa, le professioni più richieste nel 2015

09/12/2014 in News

Le riporta il sito Italiansinfuga e sono le professioni che, secondo Career Builder, saranno le più richieste nel 2015.  La società, in collaborazione con Economic Modeling Specialists Intl, ha analizzato e messo a confronto domanda e offerta di lavoro, filtrando le posizioni lavorative con migliori prospettive occupazionali. L’analisi si riferisce al mondo del lavoro statunitense, ma può essere applicata anche ai mercati di lavoro delle nazioni più sviluppate.

professioni 2015Tra le professioni che richiedono un’istruzione di livello post-secondario più in voga ci saranno quelle di Marketing Executive, Sviluppatore Software e web, Infermiere, Ingegnere industriale, Medical and Health Services Manager. Tra quelle che non richiedono un’istruzione di livello post-secondario svettano il Camionista, l’Inserviente, il Rappresentante Vendite e il Telemarketer. (L’elenco completo con paga oraria media lo potete trovare qui).

Matt Ferguson, CEO di CareerBuilder, ha dichiarato “la creazione di posti di lavoro sta migliorando e i candidati stanno diventando più forti all’interno del mercato del lavoro. Per circa 70 professioni, il tasso di assunzione non sta al passo con la frequenza e il volume di posizioni di lavoro disponibili e pubblicizzate. Attirando l’attenzione sui deficit di talento, la nostra lista sottolinea l’esistenza di opportunità in settori come tecnologia, sanità, vendite e trasporti per lavoratori che stanno pensando ad un cambiamento di carriera.”

Professionisti in fuga, i medici scappano dall’Italia

07/11/2014 in News

Sono soprattutto i medici a “scappare” dall’Italia. Lo racconta il sito EUNews riportato dal Blog di Sergio Nava “Fuga dei Talenti”. Secondo agli ultimi dati della Commissione Europea, infatti, è la Gran Bretagna che attira i professionisti italiani, in particolar modo quelli col camice bianco. Secondo Bruxelles, nell’ultimo decennio su 100 medici europei emigranti, ben 52 erano italiani. E questo significa che tra 10 anni l’Italia perderà oltre 30mila chirurghi.

mediciMa sono anche altre le categorie che abbandonano la penisola: si tratta di infermieri, insegnanti, ingegneri industriali. “Ciò che più preoccupa maggiormente è -come sempre- il saldo netto, tra professionisti che emigrano e professionisti in arrivo: negativo, per l’Italia – commenta Nava sul suo blog -. Mentre in Germania, UK, Belgio, Repubblica Ceca, Finlandia e Svezia il saldo è positivo“.

E come dare torto a chi emigra visto che, ricorda Nava, “uno specializzando italiano guadagna la metà di un collega inglese. Oppure, se sceglie gli Stati Uniti, troverà una strada più rapida e più efficace, per formarsi, con una media di duemila interventi operatori nel corso del settennato di apprendimento“.

Al via le candidature al Premio Giovani Ricercatori Italiani

22/10/2014 in News

Premio Giovani Ricercatori Italiani, questo il premio istituito dal Gruppo 2003 per promuovere l’attività di ricerca e richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’importanza dell’impegno delle nuove generazioni in questo campo. Il riconoscimento, riservato a due giovani ricercatori, ha il fine di sostenere il mondo della ricerca italiana e contribuire a valorizzare una professione che troppo spesso trova all’estero un miglior riconoscimento, sia professionale che economico.

Il Gruppo 2003 si è costituito nell’estate del 2003 raggruppando, scrivono sulla loro pagina ufficiale, “quegli scienziati italiani che lavorano in Italia e figurano negli elenchi dei ricercatori più citati al mondo nella letteratura scientifica, elenchi compilati per le diverse discipline dall’Institute for Scientific Information (ISI) di Philadelphia”.

Premio Giovani Ricercatori ItalianiPari a 12mila euro, il premio è rivolto a giovani ricercatori di cittadinanza italiana che non abbiano superato i 36 anni di età, abbiano svolto attività di ricerca conseguendo risultati di grande rilievo internazionale nel proprio ambito di riferimento e lavorino in Italia al momento della domanda.

Gli ambiti di ricerca del Premio Giovani Ricercatori Italiani sono: scienze della vita; scienze matematiche, scienze informatiche, fisiche e chimiche; economia e scienze sociali; scienze applicate. I vincitori saranno selezionati da una giuria in base al curriculum vita della produzione scientifica e dalle referenze prodotte.

Candidatura e documentazione dovranno essere inviate entro il 31 ottobre 2014. Per informazioni è possibile scrivere a premio@scienzainrete.it

Vai alla barra degli strumenti