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Avanti insieme… grazie per questo Meetalents 2016!

13/12/2016 in News

Di Eleonora Voltolina

Metti un venerdì sera a Bruxelles, una bella serata prenatalizia con clima eccezionalmente mite. Metti quasi un centinaio di persone che decidono di passare quel venerdì sera non al cinema o a teatro, non a cena fuori con gli amici, bensì partecipando a un dibattito sulla mobilità degli italiani – prevalentemente – giovani in Europa e nel mondo. Tema: gioie e dolori di lavorare e vivere lontani dal proprio Paese, chi per Meetalents 2016scelta, chi per necessità.

Metti sindacalisti, policy makers, artisti, elettricisti, manager, stagisti, ricercatori, giornalisti, studenti, eurodeputati. Mettili tutti insieme, quel venerdì sera, riuniti dall’associazione Italents per l’evento annuale “Meetalents” nel bel seminterrato del winebar della Regione Piemonte, a due passi dal Parlamento europeo.

Metti questo centinaio di persone in questa sala, di venerdì sera, e io sorrido e mi commuovo insieme.

Faccio parte del nucleo di soci fondatori di Italents, e ho partecipato a tutti i Meetalents fin dalla prima edizione, nel 2012. Ma questo aveva un significato diverso per me: il primo all’estero, direttamente “a casa” degli expat. E soprattutto il primo nel quale rivestivo il ruolo di presidente dell’associazione.

Così la preparazione dell’evento, la messa a punto dei panel, gli inviti agli ospiti, il coordinamento con ciascun relatore per focalizzare i temi degli interventi, e poi la promozione sui social, il tam-tam online per far conoscere l’evento e invitare il pubblico a partecipare, per me quest’anno un significato ancor più intenso che in passato.

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Sentivo la responsabilità di prendere il testimone da Alessandro Rosina, primo presidente di Italents, subito ribattezzato “past president”. L’onere e l’onore di diventare il punto di riferimento dell’associazione, di “metterci la faccia”. La pressione di realizzare un evento in una città lontana, con un budget ridotto all’osso. E se non fosse venuto nessuno? E se i relatori avessero dato buca? E se i dibattiti fossero risultati noiosi, o autoreferenziali?Meetalents2016

Ma ho avuto compagni di viaggio, consiglieri, collaboratori eccezionali. Grazie al lavoro di tutti siamo arrivati a quel numero lì, che forse nessuno si aspettava: oltre 90 partecipanti, tra relatori e pubblico.

Un pubblico attivo, pronto ad arricchire il dibattito con domande e interventi. Relatori intelligenti, capaci, e – come ha giustamente notato il nostro Roberto Bonzio – capaci di andare al di là dell’intervento previsto, capaci di spiazzare e di mettere al centro della discussione un tema o uno spunto imprevisto e appassionante.

Un evento che è anche uno spazio di networking, con persone provenienti da realtà diverse che, complice l’informalità, si conoscono e si scambiano i contatti; e chissà poi che collaborazioni partiranno.

Con Francesco Cerasani del Pd Bruxelles, Maria Chiara Prodi di Exbo e della Commissione “nuove migrazioni” del Consiglio generale degli italiani all’estero, Gianluca Cerri del MeetUp Movimento 5 Stelle Bruxelles, Pietro Lunetto della Comune del Belgio, Alessandro Facchin dei Trevisani nel Mondo e Ilaria Maselli di The Conference Board abbiamo parlato de «L’Italia diffusa – Continuare a seguire e incidere sulle politiche italiane vivendo all’estero», con il coordinamento di Roberto Bonzio e, tra gli interventi, quello di Marco Tabilio, disegnatore e graphic novelist, uno dei protagonisti della pubblicazione “Nuove migrazioni – giovani trentini e mobilità transazionale”, curato da Tiziana Calzà e Laura Robustelli della Mnemoteca Basso Sarca di Arco di Trento.

Con Federico Pancaldi della DG Employment della Commissione europea, Matteo Lazzarini della Camera di Commercio Belgo-Italiana, Cecilia Gozzoli del gruppo Controesodo e Bruno Cortese dell’ufficio belga della Regione Siciliana abbiamo focalizzato «La circolazione dei talenti – Partire, lavorare e fare impresa all’estero, tornare», con Paolo Balduzzi a moderare; tra gli interventi quello di Anna Ascani, direttrice dell’Agenzia Umbria Ricerche, che ha portato gli ultimi aggiornamenti sul progetto “Brain Back Umbria” annunciando la pubblicazione del nuovo bando per gennaio 2017.

E dopo cena, con me ci sono stati l’europarlamentare Brando Benifei, Eleonora Medda, dell’Inca Cgil Belgique e anche lei del Consiglio generale degli italiani all’estero, poi Germana Viglietta della Rappresentanza permanente d’Italia presso l’UE e il nostro past president Rosina, a parlare di «Europa, l’Unione incompleta – A quando l’armonizzazione di previdenza e sussidio di disoccupazione?». Con un intervento di Andrea Brunetti, responsabile politiche giovanili della Cgil, appena uscito da una riunione della Ces, la confederazione europea dei sindacati, in cui era stata lanciata una proposta che ha per protagonisti proprio i giovani e il lavoro; e un piccolo focus di Ilaria Maselli sulle varie proposte di unemployment benefit scheme al momento sul tavolo.

Il Meetalents 2016 a Bruxelles è stato bellissimo. Grazie a tutti. E non dico solo “appuntamento al prossimo anno”. Dico anche: costruiamo proposte e attività in questi prossimi mesi. Sul tavolo ci sono già molte ipotesi: dalla collaborazione con chi si sta occupando della proposta di riforma dell’Aire, l’anagrafe degli italiani residenti all’estero, a una indagine sugli italiani expat in Belgio da costruire forse insieme alla Camera di Commercio belgo-italiana, a un convegno sugli italiani che vanno a fare gli imprenditori all’estero, al sostegno alla campagna “I vote where I live” lanciata dal circolo PD di Bruxelles, fino al monitoraggio costante delle “discendenti” della legge Controesodo… Avanti insieme!

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da Alessia

Controesodo, migliora la legge ma non per tutti

17/11/2016 in News

Controesodo Legge AggiornamentiVi ricordate la famosa Legge sui Controesodati che c’è e che pochi conoscono? Ve ne abbiamo parlato qualche mese fa, felici di aggiornare chi poteva esserne interessato. Vi avevamo anche raccontato il pasticcio che si era creato nel passaggio dalla vecchia legge (la 238/2010), che aveva rischiato di sparire nel nulla per poi essere promulgata, all’entrata in vigore di quella nuova, la 147/2015, che aveva modificato in diversi punti la vecchia, a volte migliorandola, a volte peggiorandola.

Sembrava che la 147/2015 fosse ormai definitiva, ma invece, e qui c’è una bella notizia, si è deciso di sopperire alle mancanze che aveva e quindi di migliorarla ulteriormente. Niente di meglio no? Sì, se non fosse che tali miglioramenti rischiano di non essere a beneficio di una bella fetta di controesodati.

Ma andiamo per ordine.

Le migliorie alla 147/2015 sono contenute in una proposta di modifica del d.lgs. 147/15, elaborata dalla commissione Finanze dalla Camera, e inserita nel disegno di legge di stabilità che ha iniziato l’iter parlamentare e la cui conclusione è prevista entro Natale. Essendo un progetto bipartisan condiviso col Governo le possibilità che venga approvata sono decisamente alte.

Come dicevamo, la proposta nel complesso ha molti punti positivi che potenziano ed estendono le norme di recente introduzione (d.lgs. 147/15). Si aumenterebbe la detassazione al 50% (detassazione che era passata da 70% -legge 238/2010-  a 30% -legge 147/2015-); si estenderebbe l’agevolazione ai lavoratori autonomi (professionisti), che non potevano più accedere alle agevolazioni come nella legge “Controesodo” originale (l.238/10) e inoltre si consentirebbe l’accesso anche a cittadini di Paesi extra UE (purchè siano Paesi “white list”).

Fin qui tutto bene, se non fosse che c’è una criticità: la modalità di implementazione infatti rischia far sentire molti controesodati “beffati”.

Qui bisogna tornare indietro al 30 Giugno del 2016, scadenza entro la quale ogni controesodato ex L.238/10 era tenuto a fare una scelta: rimanere con il regime della 238/10 o passare al nuovo regime 147/15. Tale scelta era, a Giugno 2016, finanziariamente equivalente quindi molti controesodati hanno preferito rimanere con la vecchia 238/10. La beffa sta nel fatto che adesso, solo dopo quattro mesi, si rimette mano alla 147/15, potenziandola (giustamente) ma dimenticando tutti quelli che se avessero saputo di questo potenziamento avrebbero evidentemente optato per la 147/15.

Qualcuno potrebbe dire, pazienza! Ma in realtà il nodo è cruciale perché coloro che erano di fronte ad una scelta, e che hanno avuto praticamente un solo mese per ponderarla, sono giovani laureati che coraggiosamente sono rientrati in Italia nel corso degli ultimi anni portando know-how, passione, valore e crescita nel nostro paese, rimboccandosi, non poco, le maniche.  Queste persone a giugno hanno preso una scelta fondamentale per la loro vita personale e lavorativa e per questo oggi chiedono che si faccia chiarezza.

“Alla beffa – commenta Francesco Rossi del Gruppo Controesodo – si aggiunge la sensazione, da parte dei lavoratori dipendenti, di essere stati discriminati nei confronti dei lavoratori autonomi visto che quest’ultimi continuano a godere del diritto di optare per il nuovo regime fino a Giugno del 2017, quando presenteranno la dichiarazione dei redditi; una discriminazione incomprensibile e frutto evidentemente di un’altra svista”.

La proposta che il gruppo Controesodo ha segnalato ai rappresentanti di Governo e Parlamento è molto semplice: l’obiettivo è ridare la possibilità ai controesodati di optare per il nuovo regime, riaprendo la finestra di validità dell’opzione scaduta a Giugno. “C’è fiducia che questo feedback venga considerato – fa sapere il Gruppo – anche alla luce del clima costruttivo creato l’anno scorso in occasione della vicenda dell’abrogazione della legge 238”.

Stiamo a vedere!

Freelance? Ecco i siti che aiutano a trovare lavoro

29/04/2015 in News

In un interessante e funzionale articolo Wired fa una fotografia a tutte le realtà web che cercano di incrociare domanda e offerta per chi è freelance. Una serie di realtà è infatti dedicata a quella che è una condizione lavorativa sempre più ampia nel Bel Paese e che non trova sempre, facilmente sbocchi. Oltre ai motori di ricerca più famosi per trovare lavoro come infojob, indeed e jooble  mettendo i giusti parametri di ricerca, ci sono poi piattaforme specifiche per freelance.

La prima citata, e forse la più recente, è la startup, AddLance, fondata a Como da Luca e Andrea Cappelletti. I clienti, aziende o privati, pubblicano gratuitamente il progetto indicando budget e le scadenze e i freelance iscritti inviano le loro proposte e i loro preventivi. Tanti i campi toccati: programmazione web e mobile, amministrazione, consulenza di business, freelancing letterario, copywriting, traduzioni, design, marketing, multimedia.

Leggi anche: Posto fisso out, le aziende ora puntano sui Freelance 

Altre piattaforme significative, di carattere internazionale, sono poi FreelancerTwago, leader in Germania, Elance, al vertice negli Stati Uniti ce Peopleperhour

In Italia, invece, sembra funzionare quello che Wired definisce il meccanismo del contest creativi. Il cliente prepaga un progetto, e i liberi professionisti propongono i lavori dai quali uscirà un vincitore: tra queste realtà spiccano YouCrea per i video, Starbytes e 99designs.

I talenti degli Italiani di Frontiera in un libro

24/04/2015 in News

Curioso, questo l’aggettivo più indicato per definire il giornalista Roberto Bonzio (anche socio fondatore di Italents). Dopo anni tra le redazioni de Il Gazzettino, Il Giorno e agenzia Reuters, un giorno ha deciso di uscire dagli schemi e ha creato il progetto Italiani di Frontiera (IdF), vero esperimento di giornalismo creativo e indipendente.

Con storytelling multimediali – Riccardo Luna ha definito Bonzio ‘il più grande esperto, il più grande storyteller, il più grande raccontatore di quest’epica della Nuova Frontiera’ –  di forte impatto emotivo, Italiani di Frontiera combina racconto e nuove tecnologie per indagare, con accuratezza ma anche amabile ironia, sui segreti di talento e spirito d’impresa degli italiani, nella speranza di, si legge sul sito di IdF, “contribuire a quella Rivoluzione Culturale indispensabile per ridare fiducia e slancio non solo all’economia ma alla stessa società italiana”. Nominato nel 2014 tra i Digital Champions italiani – gli ambasciatori dell’innovazione per l’attuazione dell’Agenda digitale per l’Europa –, Bonzio crede che le storie di persone siano cruciali per innescare cambiamenti.

Sarà per questo che da Sesto San Giovanni si è trasferito a Palo Alto per sei mesi con la famiglia, in aspettativa dalla redazione della Reuters, alla scoperta di qualcosa che poi ha trovato e unito in un filo conduttore “out of the box”. Ha raccolto storie, fatto incontri e interviste che raccontano lo spirito d’impresa di esploratori del West, il talento di leggendari innovatori, ricercatori e giovani startupper di successo, nella culla mondiale dell’innovazione. E al suo ritorno da questa esperienza ha detto addio al posto fisso per creare un giornalismo diverso, fatto di racconti sul web e  social media, storytelling multimediali ed eventi che porta in giro per le città e all’estero.

Oggi tutte quelle storie sono state raccolte in un libro “Italiani di frontiera. Dal West al Web: un’avventura in Silicon Valley” edito da EGEA. La prima recensione di questo testo, che poi ne è diventata prefazione, è del grande giornalista Gian Antonio Stella: “Ha avuto davvero una buona idea, Roberto Bonzio, giornalista al Gazzettino, al Giorno e alla Reuters, a mischiare insieme in Italiani di frontiera. Dal West al Web: un’avventura in Silicon Valley le storie degli italiani che si spinsero fino in California a partire dalla Corsa all’Oro di metà Ottocento e di quelli che dagli anni Sessanta si sono gettati sui nuovi filoni dell’high-tech. Nuovi filoni, tra l’altro, non meno leggendari”. Come la storia di Federico Faggin, lo scienziato vicentino padre del microprocessore, del touchpad, del touchscreen, che, narrando della sua Zilog, ricorda quella realtà «partita con undici persone nel 1976 e arrivata a oltre mille nel 1978».

Storie di italiani che contribuiscono a far crescere l’Italia, perché, e Bonzio ne è convinto, è necessario “guarire dalla Sindrome del Palio di Siena”, cioè quella malsana abitudine, tipica della nostra società, di  realizzarsi nella sconfitta altrui. “Capire che non c’è una «torta finita» ma che il successo degli altri allarga quella torta, anche per noi. – afferma Bonzio – L’innovazione non riguarda le tecnologie ma il modo di pensare. Non le macchine ma le teste”.

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da Alessia

Da Palo Alto un milione di dollari per la ricerca. Obiettivo: fermare invecchiamento

02/10/2014 in News

La sfida è ben precisa: fermare l’invecchiamento. Non si tratta di fantascienza, ma del “Palo Alto Longevity Prize“, un premio del valore di un milione di dollari per gli scienziati che dedicheranno la loro ricerca a trovare una cura allo scorrere del tempo. Alla base di questa sfida lanciata da Palo Alto non c’è solo una questione meramente estetica, ma la possibilità di aprire nuove frontiere al campo della sanità, e anche, da un punto di vista economico, ridurre gli alti costi che i sistemi sanitari delle società devono affrontare crescendo esponenzialmente il numero di persone anziane.

 

ricerca scientifica contro invecchiamentoHanno già fatto domanda per prendere parte al progetto (che durerà fino a settembre 2018) undici team di scienziati e sono in campo metodologie di ricerca diverse, che vanno dall’uso delle staminali alla stimolazione del sistema nervoso parasimpatico. Le domande per l’iscrizione sono aperte fino a giugno 2015, mentre il termine per produrre i primi risultati è fissato a giugno 2016.

“Palo Alto Longevity Prize”, è stato presentato lo scorso settembre e il suo direttore, Keith Powers, ha sottolineato che i soldi in palio sono l’incentivo per velocizzare una ricerca che ha bisogno di essere accelerata. Altri fondi potrebbero arrivare in seguito, anche perché il Palo Alto prize sta collaborando con Angel Investors, società di Venture Capital, istituzioni e fondazioni della Silicon Valley.

Fonte: www.smartweek.it

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